Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/296

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l44$ LIBRO Novaria Sacra di monsig. Carlo Bascapè, autore da noi nominato altre volte, opera scritta con molta erudizione, e corredata di bei monumenti, da’ quali molta luce riceve la storia ecclesiastica e civile di quella città. LXVIL Più felice nel numero e nel valor de’ suoi storici fu in questo secolo Genova, benchè i due tra loro più illustri non avessero de’ loro studi e delle loro fatiche il frutto ch’ essi speravano. Prima di tutti ci viene innanzi Agostino Giustiniani nato nel 1470 e entrato nell Ordine dei’ Predicatori in Pavia nel 1488, nella qual occasione cambiò il nome di Pantaleone in quel di Agostino. Dopo le esatte notizie che ce ne han date molti scrittori, e singolarmente i PP. Quetifed Ecliard (Script. Ord. Praed. t. 2, p. 96), è inutile il trattenersi a dirne qui lungamente. Accennerò solamente che nel 1514 per opera del cardinal Bandinello Sauli suo cugino ebbe il vescovado di Nebbio in Corsica; che nel 1518 fu chiamato dal re Francesco I a Parigi, ove fu il primo ad introdurre lo studio delle lingue orientali, di che e delle opere da lui in questo genere pubblicate diremo altrove; che avea raccolta una sceltissima biblioteca per codici ebraici, arabici, caldaici, greci e latini la più rara nel tomo seguente, perciocché nella seconda di esse così dice: Molte altre poesie de mnral piene Composte ha Gaììolo in sta favella: Come la bella Cronirha, che tiene Custodita Sangtorgio in la soa cella, ec. 1