Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/299

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TERZO *45l tornalo: Itaque re mea familiari aliqua ex parte constituta, quid potius mihi faciendum fuit quam ut ad studi uni tneimi redire m? Cerio è che non lasciò allora Genova per sentenza di esilio, a cui non fu condennato che più anni appresso, cioè dopo il 1559, come ora vedremo. Or il libro da cui son tratti i passi qui riferiti, venne alla luce in Roma nel 1555, la qual prima edizione, sconosciuta al P. Niceron, conservasi in questa biblioteca Estense. Anzi, a mio parere, fu composto poco dopo il 1550. Perciocchè parlando ei del conclave in cui molto trattossi d’ elegger pontefice il cardinal Polo, dice: proximis Pontificiis Comitiis (ib. p, 127), indicandolo come cosa seguita di fresco, e ciò accadde appunto nel conclave del 1550, in cui fu eletto Giulio III. In fatti ei nomina nel libro medesimo i cardinali Marcello Cervini e Giampietro Caraffa (ib. p. 274), i quali ambedue furono poi eletti a pontefici nell555. Era dunque allora in Roma il Foglietta, anzi eravi stato anche più anni addietro; n era poscia partito per recarsi a Perugia, ove per alcuni anni avea ripigliato lo studio della giurisprudenza, ed erasi poi renduto a Roma: Cum igitur Perusia, dic egli nel libro stesso (ib, p. 6), in qua urbe nonnullos annos juris civilis perdiscendi causa fueram commoratus, Romam rediissem. Cel mostra parimente in Roma al tempo di Giulio III l’orazione latina da lui detta innanzi a quel pontefice nella solennità d Ognissanti, stampata insieme con una lunga e bellissima lettera al Cardinal Roberto de Nobili, sul metodo