Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/301

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TERZO 14-33 Turriti', hnpcr.) utile ne an damnosum mortalibus sit neque hujus loci ac magnae et. longae disputationis est, nosque in eo insecrando in tribus illis libris, quos adolescentes edidimus, nimium fortasse acres et ve!irniente s fiàmus ardore aetatis incitati, ingenioque ac se offerenti copiae indulgentes, qui libri multis in locis corrigendi sunt, resque alio scribcru li genere tractanda fuit, neque acri illo et vehe menti agitando, sed aequabili et sedato quaerenda: ove il P. Lagomarsini ha errato credendo che il Foglietta parli de suoi tre libri della lingua latina, i quali son di tutt' altro argomento, e furono da lui scritti in età avanzata, come fra poco diremo. LX.VIII. Pi certo adunque che il Foglietta in età giovanile passò a Roma; che di là trasferissi a Perugia a ripigliarvi lo studio della giurisprudenza, e che poi tornossene a Roma, ov era ancora nel 1555. E solo sembra ch’ei facesse a Genova qualche viaggio prima del 1550; perciocchè il Flaminio, morto in quell’ anno, in un suo epigramma al Foglietta, in cui ne esalta l eleganza ciceroniana e l ingegno, così comincia: Ibis ad patriae lares beatos, ec. L. 5, carm. 18. Io aggiungo di più, e, benchè contro il comun sentimento, affermo cbe il P’oglietta 11011 era in Genova, ma in Roma, quando scrisse e pubblicò i due libri Della Repubblica di Genova. che il fecero incorrer nella disgrazia della Repubblica; e che perciò non fu già egli costretto