Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/311

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terzo 1463 con cui fu ivi ricevuto: Genova mi piace, scriv egli (Lett. p. 89), e per il sito, e per tutte quelle qualità, le quali V. S.^ già ha visto. Hovvi degli amici,fra i quali è Mazzolino Bauli giovane dotto e gentile. Questo verno ho letto il primo della Politica d Aristotile in una chiesa ad auditori attempati, e più mercanti che scolari. Son dunque in parte allegro, pur non senza qualche umore. Si accinse egli tosto alla fatica di scriver la Storia; e andava felicemente continuandola, quando avvenne cosa che gravemente infamatolo, condusse ancora ad infelice e troppo immaturo fine un uomo degno di miglior sorte. L'epoca e il genere della morte del Bonfadio non è più soggetto a quistione, come è stato in addietro, dopo l autentico monumento inviato da Genova al conte. Mazzucchelli, tratto dal libro de’Giustiziati, in cui si legge: 1550 die 19 Julii Jacobus BonJ'adius de Contatu Brixiae decapitatus fuit in carceribus, et postea combustus. È certo dunque che in carcere fu decapitato il Bonfadio, e poscia ne fu dato alle fiamme il cadavero. Quest ultima circostanza ci fa conoscere che il Bonfadio fu accusato di tal delitto che dalle leggi civili si punisce col fuoco, cioè o di eresia, o di sortilegio, o d’infame disonestà. Non v ha pur uno che dica il Bonfadio reo de due primi delitti, e il Gerdesio, che gli ha dato luogo tra gl’ Italiani Protestanti Specim. Ital. re forni, p. 177, ec.), non sa addurne altra pruova che le lodi con cui egli parla del Valdes, le cui opere non erano state ancora dalla Chiesa dannate. Molti