Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/316

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1408 LIBRO si duole più volte nel corso di quella Storia del troppo affrettarlo che i Genovesi faceano in quel lavoro; e si protesta di non darci perciò che uno scheletro di Storia, a cui mancava ogni ornamento; nel che ei parmi simile a Cesare, che volendo semplicemente stender giornali e memorie, ha atterrito ogni più elegante scrittore dal formarne una Storia. Così gli Annali ancor del Bonfadio, benchè egli non gli abbia creduti degni del nome di Storia, da tutti nondimeno i più saggi giudici e intenditori son rimirati come una delle più perfette e più ben tessute Storie che ci abbia date quel secolo, in cui l’eleganza dello stile colto, ma non affettato, nulla pregiudica alla vivacità del racconto, e la nobiltà de sentimenti dà un maggior risalto ai fatti che vi si narrano. Del Bonfadio vuolsi parimente che sieno le belle iscrizioni poste sulla Darsena e sulla porta del .Molo di Genova, la prima delle quali vien riferita dal! conte. Mazzucchelli, a cui e al ch. abate Antonio Sambuca dobbiamo la nuova edizione di tutte l opere del Bonfadio fatta in Brescia nell anno f-58. LXX. Un breve tratto di tempo della storia di Genova, cioè dal 1573 al 1579, anni per interne rivoluzioni famosi in quella Repubblica, fu illustrato da Pietro Bizzarri natio di Sassoferrato nell’Umbria, scrittor latino elegante, di cui abbiamo ancora una Storia della guerra di Cipro, un’altra delle cose di Persia, e più altre opere, delle quali ci dà il catalogo il conte Mazzucchelli (Senti ital. t. 2, par. 2, p. 1292). Bellissima e degna di andar elei pari colle più