Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/317

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TERZO *4*>9 celebri Storie è la Descrizione del Sacco di Genova nel 1522. scritta dal Cardinal Gregorio Cortese, allora monaco di S. Benedetto; ma di lui già si è parlato a luogo migliore, Io lascio in disparte le diverse Vite che in questo secolo uscirono del famoso Andrea Doria, fra le quali la più pregevole è quella di Carlo Sigonio, la Storia della Congiura de’ Fieschi scritta in latino da Jacopo Maria Campanacci bolognese, il Ristretto delle Storie Genovesi di Paolo Interiano, la traduzione della Storia del Foglietta, fatta da Francesco Serdonati, e di quella del Bonfadio, fatta da Bartolommeo Paschetti, di cui anche abbiamo un libro intitolato le Bellezze di Genova; la Storia dell’Isola di Corsica d’Anton pictro Filippini, poco sicura riguardo a' tempi più antichi, ma esatta, ove comincia a ragionar de’ moderni; ed altre somiglianti opere di minor conto, e delle quali è difficile il ragionare dopo esserci con piacer trattenuti intorno a due sì illustri scrittori, quali furono il Foglietta e il Bonfadio. Passiamo dunque invece alle ultime due parti d’Italia, i cui storici rimangono a esaminarsi, cioè allo Stato ecclesiastico, e a’ regni di Napoli e di Sicilia. LXX.I. Le vicende di Roma debbonsi ricercare o nelle Storie de Papi, o nelle Storie generali d’Italia; poichè quanto è grande il numero degli scrittori che presero a farci la descrizione de monumenti e delle cose più memorabili che ivi si conservano, altrettanto è scarso il numero degli storici; anzi io non so di alcuno che abbia preso a formare una Storia moderna particolare di quell’alma città. Io