Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/321

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TERZO 1473 di cui il Rossi era adorno, si posson vedere accennati dal suddetto scrittore, il quale ancora ci dà un distinto catalogo di tutte le opere storiche, mediche, poetiche, fisiche, morali, e di tutte le orazioni di questo dotto scrittore, sì di quelle che han veduta la luce, come di quelle che sono inedite. Solo alle prime dee aggiungersi una lettera italiana da lui scritta nel 1587, su alcuni punti della storia ecclesiastica di Ravenna, al Cardinal Baronio, di cui pure abbiamo una lettera al Rossi, nella quale lo avverte di qualche fallo in cui era in quella Storia caduto nello scriver dell’ eresie di Nestorio e di Eutiche (Baron. Epist. et Opusc. t. 1, p. 176; t 3, p. 338). LXXII. Bologna fra tutte le città dello Stato ecclesiastico fu la più copiosa di storici. Già abbiam parlato di quelle che scritte furono dal Sigonio e dall’Alberti. Achille Bocchi, nobile bolognese, celebre per greca e per latina Jet* ter a tura (a), per la famosa accademia da lui aperta in Bologna, da noi mentovata a suo luogo, per l’amicizia degli uomini eruditi di quell’ età studiosamente da lui coltivala, e di cui ci somministra copiose ed esatte notizie 11 conte Mazzucclielli (Scritt. ¡tal. t. 2, par. 3, p. 1389), fu dal Sonato di Bologna destinalo a scriver latinamente la Storia della sua patria; ed egli già aveala condotta a fine nel i532. (<7) Di Achille Bocchi, della Storia di Bologna, e di altre opere da lui composte, belle ed esatte notizie si posson vedere presso il co. Fantuzzi (Scritt. bologn. t. 2, P- ai7, ec.).