Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/329

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TERZO 148 « traendola singolarmente dall’ esatto articolo che ne ha inserito il Bayle nel suo Dizionario, e ne parla ancora il marchese Maffei (Ver. illustr. par. 2, p. 308, ec.). Luigi XII re di Francia, a persuasione di Stefano Poncher vescovo di Parigi, il fece venir da Roma, ove allora, non so per qual motivo, si ritrovava r Binili; e poiché l’eube in Parigi, il che accadde verso il 1499 come raccogliamo da una lettera di Erasmo (Erasm. Epist. t. 1, ep. 72), gli comandò di scriver la Storia de’ Re suoi predecessori. L’ Emili, che ivi ebbe ancora un canonicato nella chiesa di Nostra Signora, attese indefessamente al lavoro ingiuntogli. Quattro libri ne pubblicò egli dapprima; e questa prima edizione fatta in Parigi non ha data; ma ch’ ella seguisse verso il 1516, cel mostra un' altra lettera di Erasmo al Budeo, scritta da Anversa a'21 di febbraio del detto anno: Ex Oratore vestro cognovi Paulum aemilium tandem evulgare rerum Gallicarum historiam: non enim poterit non esse absolutissimum opus, quod a viro non minus docto quam diligenti plus annis viginti sit elaboratum (ib. ep. 203); e in altra lettera de’ 21 di novembre del 1517: Audio prostare Paulum /.Emiliuin Veronensem de rebus Gallicis, quo viro nihil ncque doe ti us ncque sandius. Superest adhuc Parisiis (ib. t. 2, App. ep. 209). In un’ altra edizione, a’ primi quattro ne aggiunse altri due; e questa pur non ha data; ma ne parla Pietro Egidio in una lettera ad Erasmo de’ 19 di giugno del 1519: Paulus AEmilius reliquos historiarum suarum libros formulis excudendos Badio Tiraboschi, Voi. XII. 21