Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/337

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TERZO * 4%) Adriano VI gli fu liberale del suo favore, e l’avrebbe seco condotto a Roma, se per la sua età avanzata non se ne fosse scusato. Visse fin circa il 1526, e fu sepolto nel duomo di Granata, ov era canonico e priore. Le quali cose da me in breve toccate, si potran leggere stese più a lungo e con buoni documenti provate dal conte Mazzucchelli (Scritt. ital. t. 1, par. 2, p. 773, ec.). Questi ci dà ancora un esatto catalogo delle opere di Pietro Martire 5 fra le quali io accennerò solo le otto decadi De Rebus Oceanicis et Orbe novo, nelle quali distintamente racconta la scoperta dell’America fatta dal Colombo, e le diverse vicende che la accompagnarono e la seguirono; e le Lettere latine da lui pubblicate, nelle quali egli comprende la storia delle cose più memorabili avvenute a’ suoi tempi dal 1488 fino al 1525. Anche questo scrittore non è da proporsi per modello di colto ed elegante storico, ma egli è fedele ed esatto; e infatti la considerazione di cui godeva alla corte, gli rendeva facile l’avere le più sicure memorie che a stender la sua Storia erano necessarie. LXXVIII. Del P. Giampietro Ma (Tei, oltre più altri scrittori, ha scritta sì esattamente la Vita il chiarissimo sig. abate Pierantonio Serassi, premettendola alla bella edizione di tutte fOpere latine di questo colto scrittore, fatta in Bergamo nel 1747 che io invano cercherei di nuovamente illustrarla, e mi basterà il darne un breve compendio. Nato in Bergamo nel 1535 da Lattanzio Maffei e da una sorella di Basilio e di Crisostomo Zanchi, famiglie amendue