Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/339

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TERZO I 491 al tempo stesso recò in latino la Storia del P. Emanuel Acosta, con molte lettere de’ missionarj! Gesuiti dell Indie orientali; la qual traduzione fu pubblicata nel 1570. Questo saggio di Storie fece che il Cardinal Arrigo chiamollo a Lisbona, perchè sulle più certe notizie che ivi gli sarebbono state somministrate, stendesse una piena Storia della conquista dell’Indie fatta da’ Portoghesi, e de successi della Religione cristiana in quelle provincie. Colà recossi il Maffei verso il 1572, e vi stette più anni raccogliendo la materia per la sua Storia, e sommamente onorato da quella corte, così fin che visse il cardinale e poi re Arrigo, come poichè quel regno passò in potere del re Filippo II. Tornato in Italia nel 1581, continuò ad occuparsi più anni, or in Roma, or in Siena, scrivendo molte opere, finchè dal pontefice Clemente \ III chiamalo di nuovo a Roma, e alloggiato nel Vaticano, prese a continuare in latino gli Annali già da lui scritti in lingua italiana di Gregorio XIII, per condurre la storia fino ai’ tempi del detto pontefice. Ma appena aveane ei composti tre libri, preso da mortal malattia, a cui non fu bastevol rimedio faria di Tivoli ove fu trasferito, finì di vivere a 20 di ottobre del 1603. La Storia dell’Indie orientali, nella quale egli in sedici libri comprende lo scoprimento del passaggio per mare a quelle provincie, e le cose in essa avvenute fino alla morte del re di Portogallo Giovanni III, è la più ampia e la più celebre opera di questo elegante scrittore. Ma nulla meno a pregiarsi è la Vita di S. Ignazio da lui parimenti scritta, c