Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/344

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1496 LIBRO stampata in Roma nel i55a (‘). Ma questo sì gran monarca non ebbe nè allora, nè per molto tempo dappoi storico degno di lui. Il solo tra gl Italiani che ne scrivesse la Vita (perciocchè tra gl’ Italiani io non conto Alfonso Ulloa spagnuolo di nascita, benchè sia vissuto lungamente in Italia), fu Lodovico Dolce veneziano, di cui dovremo spesso parlare, perciocchè egli fu uomo di rara fecondità nel produrre opere nuove ogni giorno. Egli fu storico, oratore, gramatico, retore, filosofo, fisico ed etico, poeta tragico, comico, epico, lirico, editore, traduttore, raccoglitore, comentatore: scrisse insomma di ogni cosa, ma di niuna cosa scrisse con eccellenza; difetto solito di chi vuol (fissarsi su qualunque oggetto gli venga innanzi. Egli scrisse ancora la Vita di Ferdinando I, e più altre opere storiche di diversi argomenti. Visse sempre in Venezia, ed ivi morì, secondo il Zeno, circa il 1569 (Note al Fon fan. t. 2, p. 286). Io dubito però, che se ne debba anticipare di tre anni la morte; perciocchè tra le Lettere di Luigi Groto una ne abbiamo de 29 di aprile del 1566, in cui scrive al cavalier Bonardo l’infelice.stato del Dolce, che fin dallo scorso settembre giaceva infermo d’idropisia, e a cui i medici non promettevan!! vita fino al giugno (Groto, Lett. p. 39). Nella nuova edizione della Biblioteca (*) La Slorin della Guerra africana di Carlo V, scritta da Orazio Nucula, è assai pregevole per l'eleganza dello stile e per la bellezza delle descrizioni, e quello storico può a ragione esser annoverato tra i migliori del secolo xvi.