Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/345

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TERZO »497 dell’ Haym si annoverano fin circa a sellali tré opere e traduzioni e comenti del Dolce, e forse non vi è notata ogni cosa. Riguardo alla Storia più antica dell’Impero germanico, l’unica opera degna d’essere rammentata è quella De Regno Italiae del Sigonio, nella quale per connessione dell’argomento illustra egregiamente la Storia degl’imperadori de’bassi tempi. All Allemagna possiam congiungere l’Ungheria e la Transilvania, per la storia delle quali però basterà fare un cenno dei Comentarii di Ascanio Centorio delle Guerre di Transilvania, delle Azioni de Re d Ungheria del cavalier Ciro Spontone, e dell' Ungheria spiegata di Giauniccolò Dogiioni. 11-Centorio dall’Argelati (Bibl. Script, mediol, t. 1, pars 2, p. 410) e da altri scrittori da lui citati è detto milanese di patria. Ma Apostolo Zeno con assai valide pruove dimostra ch’ei fu romano (l. c t 1, p. 458). Alcune opere nondimeno citate dal detto Argelati sembrano persuaderci che in Milano almeno ei soggiornasse non breve tempo, forse per l’esilio che, come osserva il medesimo Zeno, egli ebbe, non si sa per qual cagione, da Roma. Dello Spontone, le cui Storie contengon notizie pregevoli, e di cui si hanno ancora più altre opere, ho presso di me copia di due lettere da lui scritte a d Ferrante II Gonzaga duca di Guastalla, la prima agli 8 di marzo del 1595 da Rodigo, ov era governatore pel duca di Mantova, e nella cui sottoscrizione prende il titolo di cavaliere l'altra a’ 21 di marzo dell’anno stesso, in cui gli manda copia Tiraboschi, Voi. XII. 22