Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/348

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i5oo unno notizie, se non me le avesse cortesemente comunicate il sig. Cardinal Giuseppe Garampi, alla cui erudizione io debbo non pochi lumi per questa nuova edizione della mia Storia ». LXXXII. Rimane a dir finalmente de Paesi Bassi, che furono dopo la metà del secolo grande teatro di memorabili avvenimenti) ma perchè le guerre ivi insorte non ebber fine che dopo più anni del secol seguente, allora solo entrarono in questo campo valorosi scrittori, de’ quali sarà d altro tempo il parlare. Cesare Campana e Girolamo Conestaggio ne scrissero qualche cosa sugli ultimi anni del secolo di cui trattiamo. Ma le loro Storie furono dimenticate, quando uscirono in luce quelle del cardinal. Bentivoglio e del P. Strada. Lo storico di quelle provincie, che si può ancor nominar con onore, è Lodovico Guicciardini, di cui abbiamo una Descrizione de’ Paesi Bassi, stampata in Anversa la prima volta nel 1567, e poi più correttamente e più magnificamente nel 1588, e i Comentarj delle cose di Europa, specialmente ne’ Paesi Bassi dal 1529 fino al 1560, stampati in Anversa nel 1565; delle quali opere la prima singolarmente è in grandissimo pregio per la singolare esattezza con cui l’autore descrive ogni cosa, e fu anche da’ nazionali accolta con molto plauso. Lodovico era nipote del celebre storico Francesco, ed era nato in Firenze a 19 d’agosto del 1521, com è stato di fresco provato con autentici documenti (Elogi degl illustr. Tosc. t. 2). Non si sa per qual ragione ei passasse ad abitare nei Paesi Bassi; ma certo egli vi era fin dal 1550, come ricavasi