Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/349

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


TERZO l5oi da’ monumenti di quella nobil famiglia (ivi),

  1. ed ivi ci visse, e comunemente in Anversa,

fino al 158c) *, nel qual anno morì a’ 22 di marzo, e fu sepolto nella cattedrale di quella città con onorevole iscrizione, che fu poi rinnovata, come si può vedere nell’opera accennata poc’anzi. Il de Thou ci racconta Hist, ad an. i58(j) che il duca d Alba fece imprigionare il Guicciardini, perchè scritto avea un libro per dimostrare che util consiglio sarebbe stato l’abolire il digiuno quaresimale, non già perchè il duca disapprovasse quell’ opinione, che anzi egli avea approvata che il Guicciardini su ciò scrivesse, ma solo perchè tal libro non gli era stato presentato dal Guicciardini medesimo, ma da un altro che all’ autore avea involato l' originale, Io lascio a’ lettori il giudicare della verità di un tal fatto, che a me non sembra per molte ragioni probabile, e l autorità di chi il racconta, benchè sia assai grande, non è però in tutte le materie ugualmente sicura. Di Lodovico abbiamo innoltre i Detti e Fatti Notabili de diversi Principi, ec. e le Ore di Ricreazione, opere nelle quali sarebbe stato desiderabile che l’autore avesse avuto qualche riguardo maggiore alla modestia e alla decenza (‘). Egli scelse ancora i Precetti e (*) Il ch. P. abate Trombelli mi ha avvertito ch'egli avea un codice ms. dell Ore di Ricreazione di Lodovico Guicciardini, in cui nulla si legge di ciò che nelle edizioni vi ha d'immodesto e indecente, onde sembra probabile, come altre volte è avvenuto, che lo .stampatore si prendesse il piacere di aggiugnere più cose che ei credette opportuno a render più gradito