Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/371

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terzo • i5a3 lestia, io crederei anzi ch' ella movesse dal duca stesso, come aderente all iuiperador Carlo V, e che la trama fosse ordita dal Doni che, dopo essere stato amicissimo del Domenichi, contro di lui scatenossi furiosamente. Fra le molte lettere scritte dagli eruditi Italiani a D. Ferrante Gonzaga, che si conservano nell archivio di Guastalla, e che dal P. Ireneo Affò, da me più volte lodato, mi sono state comunicate, ne ha una a lui scritta dal Doni a 3 di marzo nel 1548& da Firenze, e piacemi qui riportarla, perchè si scuopre l epoca della rottura tra questi due scrittori, che il Zeno crede avvenuta nel 1550 (l. c. t. 1, p. 195). Sempre dovrebbono essere uniti tutti i membri con il buon capo; però se ne fu mai alcuno bonissimo, la maestà di Carlo V è uno di quelli, al quale io sono devotissimo servitore, et per esaltazion sua vo giorno e notte investigando, come io possi mostrarmi grato et a Sua Maestà et a chi fa per l honor di quella honorate imprese. V. Eccellenza debbe adunque e stampala in Firenze sotto il titolo e. nome di Basilea falsamente, e per questo egli e sospetto di eresìa, benchi' lui m'eghi aver mai tenuta opinione cattiva. Primo abjiirarc debet tarnquam vehementer suspeetus, drfcirns ad collum unum ex libris ab co tradire lis, inox condcinnari debet ad eareeres per deccm annos, itisi major vel minor paena videatur i/iiponenda, quia ficit contrct ieges V. K re. super impressione. I curiosi raccoglitori «li rari opuscoli potranno cercare di scoprir qualche copia di questo a me sconosciuto libro. Convien però dire che il duca sottraesse il Domenichi al gastigo, o che almeno esso fosse di assai più breve, durata (Stor. del Oran Ducalo di Tose. I. i, r. M).