Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/397

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TEHZO * *549 che nelle profane scienze ben istruito, e dotato innoltre di rara prudenza e di fino discernimento, fu tosto inviato per affari di religione alla corte del duca di Savoia Emanuel Filiberto, rientrato allor ne’suoi Stati. D’ allora in poi la vita del Possevino fu un continuo esercizio di apostolici ministeri, e una occupazione continua in gravissimi affari da’ romani pontefici a lui confidati. Le missioni da lui fatte nelle città e nelle valli di Piemonte e della Savoia e in molte città della Francia, i pericoli della vita, a cui più volte fu esposto, le numerose conversioni degli eretici da lui operate, le accuse stesse e le calunnie colle quali si cercò di opprimerlo, ma dalle quali uscì sempre con solenne trionfo della sua innocenza. il fecero rimirare come uno de’ più dotti ed intrepidi difensori della cattolica Religione; e il Manuzio scrivendo nel 1565 al P. Perpiniano, che allora era in Lione, Pessevino, gli dice (l. 7, ep. 9), cum salutem a me scipseris, hoc addes, memoriam illius nostrae ve te ri s amie itine mihi esse perjucundam, sed longo charíus, Ion ge que jucundius, quod omnes ingenii sui vires ad prqfligandos /tpò stalle ac Seáis hoste.s felicissime profundat. Gratulor sane optimo juveni de i sta facúltate, ncc dubito, quia cani scraper, quorum que eat, quamcumque rem aggrediatur, ope sua Deus et prosequatur et juvet. Non è di quest'opera lo stendersi su ciò più ampiamente, nè il riferire i successi delle apostoliche nunziature da lui sostenute nel regno di Svezia, nella Moscovia, nella Polonia, nell Ungheria e in più parti dell Allemagna,