Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/403

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TERZO 1555 professore di lingue orientali in quella università, impiego da lui sostenuto per lo spazio di circa cinque anni; e mi maraviglio perciò, che nè il du Boulay, nè il Crevier abbian di lui fatta menzione. Ben ce ne ha lasciata memoria, oltre altri scrittori, Erasmo, che in una lettera scritta da Lovanio a" 19 di ottobre del! 1518, Invisit nos, dice (Epist t. 2, App. ep. 288), Episcopus Nebiensis Octapli Esalti’rii auctor, cujus in Apologia ad Fabrum honorificam facio mentionem. Est homo gloriosus magis quam virulentus, condì ictus est a Erge Galli arimi oifingentis francis. Di più altre opere da lui composte, o tradotte dal greco, si può vedere il catalogo presso i pp. Quetif ed Echard. Mentre il Giustiniani dava i primi saggi delle lingue orientali all Europa, un altro in esse dottissimo ne stava scrivendo prima di ogni altro le leggi grammaticali. Parlo di Teseo Ambrogio pavese, della nobil famiglia de conti d'Albonese nella Lomellina e canonico regolare della Congregazione di S. Giovanni Lai erano. Era egli nato nel 1469 (<*)• u U conte Mazzucchelli (Scritt. it. t. 1, par. 2, p. 609), sull autorità del Rosini, afferma che compiuti appena i quindici mesi, parlava con somma prontezza; che attese agli studi delle umane lettere in Milano, donde poscia passò a Pavia allo studio (<7) Nella prima edizione di questa Storia io uvea parlato assai più in breve di Teseo, e qualche errore ancora era corso in questo articolo, cui perciò mi è sembralo opportuno il rifare internmenie, e il dargli maggior estensione colf aiuto singolarmente de’ lumi somministratimi dai eli. P. don Andrea Mazza abate casinese.