Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/49

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,. TERZO * 201 ultimo il P. Lagoni ars ini esser falso ciò che scrivesi comunemente, che il corpo del Panvinio fosse trasportato a Roma, e sepolto nella chiesa di S. Agostino, ov egli dimostra che solo gli fu innalzato un onorevole monumento. XI. il breve corso di vita ch ebbe questo infaticabile e dottissimo scrittore, ci rende sempre più ammirabile il raro ingegno e la singolare penetrazione di cui egli era dotato. Chi legge i cataloghi delle opere da lui pubblicate, e di quelle in maggior numero ancora che son rimaste inedite, chi vede i tanti e i diversi argon enti ne’ quali egli si è esercitato scrivendo, chi riflette alla vastissima erudizione che in essi si scorge, appena può persuadersi che anche la più lunga vita di un uomo solo potesse bastare a tanto. Or che dovrassi dire di un uomo che in pochi anni, e in un tempo in cui sì scarsi erano i mezzi per ben istruirsi, giunse a far sì gran cose? Io non ripeterò i lunghi cataloghi con sua sorpresa veduto che in.quella chiesa degli Agostiniani, ove fu sepolto il Panvinio. non serbavasene memoria alcuna, lino a non sapersi pure indicare in qual luogo precisamente ne fosse stato posto il cadavero, gli fece a sue spese porre un’elegante e onorevole iscrizione in marino. In essa egli lo dice morto unn XVIII C<il. Apr, come nell’iscrizione romana, ma VII Id. Apr. cioè a" 7 d' aprile; e le ragioni per cui egli ha corretto in tal modo 1' epoca della morte di questo grand’ uomo, si posson vedere esposte in una erudita lettera a me diretta dal sig abate Luca Antonio Hisrardi professore di latina eloquenza nel seminano di Caserta, e inserita in questo Giornal modenese . ^91 P-,0?)j nella quale ancora si riporla lriscrizione medesima.