Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/70

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1223 I.IBRO anni sostenne il medesimo impiego, onorato ancora da’ Bolognesi, se crediamo a Jacopo Valvasone da Maniaco citato dal Liruti, con ascriverlo alla lor nobiltà. Il Senato veneto richiamollo nel i5(5o con espresso comando alla sua cattedra in Padova collo stipendio di 400 fiorini, e ivi trattennesi il Robortello fino alla morte, da cui fu preso in età ancora fresca, cioè di poco oltre a cinquanta anni, a’ 18 di marzo del 1567. Egli, se ci narrano il vero il Tommasini e il Facciolati (Fasti, pars 1, p. 58), morì sì povero, che non gli si trovaron denari per fargli l’ esequie. Ma l’ università stessa gliele fè celebrare magnifiche, e la nazion tedesca gli eresse nella chiesa di S. Antonio un bel monumento, e una statua di marmo, come afferma il sig. Liruti, o anzi di creta, come dice il sig. Giambattista Rossetti, che l ha veduta (Pitture, ec. di Pad. p. 77), con una assai onorevole iscrizione. Molte sono le opere del Robortello che abbiamo alle stampe e le prime ch' ei pubblicò, furono le Annotazioni su varii autori greci e latini, stampate in Venezia nel 1543, e poi da lui stesso accresciute nel 1548, nelle quali oltre il criticare diversi altri autori, il che non gli si può imputare a delitto, ei sovente rivolgesi contro Erasmo e lo stesso Liruti confessa che nol fa sempre colla dovuta moderazione. Alcune altre operette pubblicò congiuntamente nel 1548, cioè De H istorine facultate: laconici seu sedationis explicatio: De Nominibus Romanorum: De Rhetorices facultate: Explicatio in Catulli Epithalamium: Explicatio in I Aeneidos Vir^ilii