Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/71

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t TF.RZO 1223 lìbrum’j aggiuntavi un’Ode greca, nella quale il Robortello fa a se stesso non troppo modestamente un magnifico elogio; tutte operette di piccola mole, e che benchè abbiano qualche pregio e vengan da alcuni lodate, non son nondimeno avute in conto, per così dire, di classiche e originali. Più utile e più lodevol lavoro fu quello che nell’ anno stesso ei diede a luce, la Poetica d’Aristotile da lui riveduta e corretta coll’ aiuto di molti codici, e illustrata con ampii comenti, e vi aggiunse la parafrasi dell'Arte poetica d’ Orazio, con alcuni altri trattati alla poesia appartenenti. Le Tragedie d’ Eschilo ancor furon da lui pubblicate nel natio loro linguaggio, accresciute e corrette, e illustrate cogli scolj raccolti da’antichi codici; e lo stesso dee dirsi degli Ordini militari d’ Eliano, ch’ egli ancora tradusse in latino, e illustrò con immagini tratte parimente da’ codici, e coll’ aggiunta di altri opuscoli somiglianti di antichi scrittori. A lui inoltre dobbiamo l’ elegante trattatello del Sublime di Longino, che rischiarò con alcune annotazioni. Le antichità romane non furon da lui trascurate, e oltre le opere scritte contro il Sigonio, delle quali tra poco diremo, e l’edizione ch’ egli pur fece de’Fasti, pubblicò nel 1559) l’opera De vita et vie tu Populi Romani sub Imperatoribus Caesaribus Augustis con dieci altre Dissertazioni su diversi punti delle costumanze e delle leggi romane. Finalmente nel 1560 diede alla luce il libro De Artificio dicendi con alcune altre operette di somigliante argomento, in lode delle quali io vorrei che il sig. Liruti