Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/72

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1224 LIBRO potesse recare testimonianze migliori di quelle del Morofio, la cui autorità, in ciò che appartiene a buon gusto, è assai mediocre. Io lascio di ragionare di altri opuscoli di minor conto datici dal Robortello, e rimetto i lettori al lungo e diligente articolo del sopraccitato sig. Liruti, che nulla in ciò lascia a bramare, e presso cui si potran parimente vedere gli elogi con cui molti di lui ci hanno parlato. Noi passiamo frattanto a vedere l’ origine e il successo dell’ aspra contesa che col Sigonio egli ebbe. XV. Chi fu il primo aggressore tra questi due combattenti? Ecco la prima questione in cui si oppongono l un l’ altro i due scrittori delle lor Vite, il Muratori e il Liruti. Il primo vuole che il Robortello per sola invidia si rivolgesse contro il Sigonio; il secondo afferma che anzi il Sigonio fu il primo a scagliarsi contro del Robortello. E certo, se per.muover guerra ad alcuno si’intenda Timpugnar qualche libro da lui pubblicato, non può negarsi che il Sigonio non fosse il primo a dar (fiato alla tromba. Avea il Robortello nel 1548 pubblicato il suo opuscolo De Nominibus Romanorum, picciolo di mole, e a giudizio di tutti gl"intendenti dell'antichità, ugualmente picciolo di valore. Il Sigonio cinque anni appresso scrisse sullo stesso argomento, e in più luoghi impugnò il Robortello, non mai nominandolo, ma indicandol col titolo di suo amico e di uom dotto. Sembra al sig. Liruti che in questo libro il Sigonio parlasse del Robortello con molto disprezzo, e ne reca in pruova alcuni tratti che gli paiono assai