Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/790

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ig4a LIBRO LXX. Ci resta a dire per ultimo,de’ drammi per musica che sulla fine di questo secolo vennero sul teatro italiano introdotti. Checchè sia del canto usato da Sulpizio da Veroli in qualche tragedia recitata in Roma negli ultimi anni del secolo precedente (Quadrio, l. c. p. 432), qualche saggio di musica erasi veduto nelle pastorali del Beccari, del Lollio, dell’Argenti, da noi poc anzi accennate. Emilio del Cavaliere avea poste in nota circa il 1596 alcune altre azioni pastorali, e qualche cosa somigliante pubblicò in Venezia nel 1597 Orazio Vecchi valente maestro di cappella modenese (ivi, p. 433), il quale nell’ iscrizion sepolcrale, riferita dal Muratori, viene lodato come primo inventore de' drammi per musica (Perf. Poes. l. 3, c. 4) (<*)• Ma, a dir vero; non furon questi clic abbozzi tuttora informi (//) Il sig. Giambattista dall’Olio ha analizzato diligentemente \'A mfiptmuuo del Vecchi, di cui io non avea potuto giudicare che sull' altrui relazione, non avendolo mai avuto sott occhio. Egli dunque osserva primieramente che la musica dell Amfiparnaso è tutt’altro che musica drammatica; perciocchè, dove in questa ogni attore canta da sè la sua propria parte, \\GXi\lniftparniMO ogni cosa cantasi a coro, nella stessa maniera che un salmo or si canta a una, ora a più voci; e che anzi che commedia, o dramma, essa dovrebbe intitolarsi una raccolta di quattordici pezzi d: armonia lavorata sopra diversi e sconnessi squarci poetici. E questa sconnessione da lui osservata gli fa ancora inferire che l Amfiparnaso è tutt’ altro che dramma; perciocchè non vi è azione seguita, nè intreccio di sorta alcuna, ma è un’unione di dialoghi in versi sopra diversi e disparati argomenti (JVovclL letlcr. ai Fir. j 790, n. 3o, 31). \