Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/81

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terzo ia33 Ma di quel soggiorno egli si valse per avanzarsi sempre meglio nello studio della lingua greca sotto il magistero, di Demetrio Calcondila. Un anno si trattenne in Milano, e di là passila Modena, ove Bianca Bentivoglio moglie del conte. Niccolò Rangone e madre del conte Guido e de’ molti illustri fratelli ch’ egli ebbe, da noi altrove lodati, il diè per maestro a un di essi, cioè ad Ercole che fu poi cardinale. Essendo questi verso il principio del pontificato di Leon X passato a Roma, vi andò egli pure non molto appresso; ed egli vi era, quando la madre del suo discepolo fu colà invitata da Leon X (De Poet. suor. temp. di al. i), eh’ era stato da lei nelle sue passate sventure assistito e beneficato, come a suo luogo si è detto. E certo fin dall’ottobre del 1514 abitava nel Vaticano, come ci mostran le parole con cui finisce la Vita dell’antico Ercole, indirizzata ad Angiolo Divizio: Romae: Ex Vaticanis Pontificis Max. ac dibus, mense Octobri mnxi ni. Pare che all’educazione del giovane suo allievo congiugnesse il Giraldi quella di altri giovani che a lui ne andavano per udirlo. Perciocchè il Vida nel libro primo della sua Poetica, quale si legge nel codice ms. del sig. Giuseppe Vernazza, da me indicato altre volte, così di lui fa menzione parlando a un giovane bramoso di ben istruirsi: I puer, atque fores Lili pulsare docentis Ne dubita, et vatis sacratum insistere limen. Excipiet facilis, teque admiretur ab annis, Spesque avidas ultro dictis accendat amicis. Il Vida ommise poi questi versi, quando stampò