Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 4, Classici italiani, 1824, XIII.djvu/143

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TERZO 2105 10 Spinola tra’ Protestanti (Specim. Ital. reform, p. 333, ec.). Ma è verisimile ch’egli abbia creduto che una version poetica de’ Salmi non potesse farsi che da un Protestante; la quale opinione, quanto sia ragionevole, ognuno il vede. Certo se lo Spinola avesse avuti tai sentimenti, nè avrebbe dedicata, come fece, quella sua Parafrasi al pontefice Pio IV e al salilo Cardinal Borromeo, nè sarebbe vissuto tranquillamente in Italia, senza mai ricevere molestia alcuna in que’ tempi, ne’ quali un legger sospetto bastava talvolta a dare occasione di rigoroso processo. Di alcune altre versioni di qualche Salmo è inutile il ragionare; e a me non conviene il trattenermi su questi piccioli oggetti, mentre altri tanto maggiori ci stanno aspettando. XXXIX. Fra questi voglionsi nominare principalmente i poemi sacri, i quali e per la dignità e per la difficoltà del loro argomento renderon celebri alcuni poeti che in essi si esercitarono. E due principalmente furono che quasi al tempo medesimo e quasi sullo stesso argomento ci diedero due insigni poemi, il Sannazzaro quello De Partu Virginis, e il Vida la sua Cristiade. Del Sannazzaro si è già detto tra’ poeti italiani; e qui rifletterem solamente che come nell’italiana, così ancora nella latina poesia, egli è un dei più colti e più leggiadri scrittori che avesse il principio di questo secolo, come ben ci danno a vedere e le elegie e gli epigrammi e le altre poesie che ne abbiamo, e principalmente l’accennato poema diviso in tre libri* nel quale egli con rara eleganza, e tanto più