Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 4, Classici italiani, 1824, XIII.djvu/23

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terzo i y85 (p 58, ec.), Achille Bocchi bolognese, soprannominato Filerote, di cui altrove abbiam fatta menzione, Giaiupierio Valeriano, da noi parimenti già rammentato, V incenzo Pinipiuelli romano, Filippo Beroaldo il giovane, di cui direm tra gramatici, Mario Maffei di Volterra, di cui pure si è detto ad altra occasione, Bernardino Capella romano, lodato ancor dal Giraldi (l. c. p. 541) e dal Valeriano (l. c. p. 90), Antonio d’Amiterno, di cui si hanno Poesie nella Coriciana, benchè sia stato ommesso dal conte Mazzucchelli, e la cui infelice morte descrivesi dal Valeriano (ib.p 23), Rafaello Brandolini, soprannomato il Lippo, rammentato già tra’ poeti dell’ età precedente, Giannantonio Marostica, Lorenzo Vallati romano, Luca da Volterra medico, Marcantonio Flaminio, di cui dovendo noi parlar lungamente ci riserbiamo a farlo più sotto, Scipione Lancellotti medico romano, e Donato Poli fiorentino che non ostante l estrema sua povertà fu crudelmente ucciso da un suo servidore avido di occuparne le sognate ricchezze (ib.), tutti son dalfArsilli lodati come valorosi poeti. Ma a noi basti l’ averne qui ricordati i nomi. Non così ci è lecito fare di Angelo Colocci, il quale e pel valore nel coltivare le lettere, e per la liberalità nel proteggerle, non ebbe in questo secolo molti che il pareggiassero. Poco però ci dovremo affaticare nel raccoglierne le notizie, perciocchè il soprallodato abate Gianfrancesco Lancellotti, che ne ha pubblicate fanno 1772 le Poesie italiane e 'latine, ha lor premessa la Vita dello stesso Colocci, scritta con tal