Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 4, Classici italiani, 1824, XIII.djvu/411

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terzo a3~3 VI. Degli altri celebri professori delle tre arti t che al tempo medesimo furono in Roma, e che noi abbiamo poc’anzi accennati, io non posso stendermi a parlare distintamente , perchè ciò mi condurrebbe a un’eccessiva lunghezza, da cui in questo capo singolarmente io debbo tenermi lontano. A rendere sempre mai celebre il nome di Giovanni da Udine , basta il ricordare le logge del Vaticano, da lui sotto la direzione del suo maestro Rafaello dipinte, e di fresco, ad istruzione e a maraviglia degl’intendenti dell1 arte, incise maestrevolmente in Roma, e date alla luce. Nelle stesse logge diè i primi saggi dal suo valore, singolarmente ne’ grotteschi, Perin del Vaga fiorentino, che poscia e in Roma e in Genova in servigio del principe Doria fece più altre opere che onorevol luogo gli ottennero tra’ più illustri pittori. Polidoro da Caravaggio, così detto dalla sua patria, gareggiò con Perino al tempo medesimo, e superò tutti gli altri pittori nel dipingere i paesi e le macchie d’alberi e di sassi. Francesco Mazzola, detto dalla patria il Parmigianino, sembrò fatto dalla natura per contrastare col Correggio; e molte delle sue pitture potrebbon andar del paro con quelle di que’ due gran maestri, se, come avverte il conte Algarotti (Saggio sopra la Pitt Op. t. 2, p. 228), ei non avesse il più delle volte passati i termini della giusta simmetria, e non fosse sovente caduto in una troppo ricercata alTettazione (n). Baccio Bandinelli | (<>) Vengasene la Vita scritta dal P. Affò, e stampata in Parma nel 1784.