Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 1, Classici italiani, 1824, XIV.djvu/89

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PRIMO r-r. Calderini: le quali notizie ho io voluto accennare, perchè di quest’ultima il Quadrio non fa alcuna menzione, e delle due prime non nomina i fondatori. Egli innoltre non fa che un sol cenno di quella degli Ardenti, della quale io ho un bel monumento in una lettera inedita di don Ferrante II Gonzaga duca di Guastalla al sig. Giambattista Sampieri, che si conserva nel segreto archivio di Guastalla, scritta a’ 27 di febbraio nel 1616: Resto, scrive egli, con molta obbligazione a V. S. della diligenza che ha usata per ha ver un luogo nell’Accademia degli Ardenti per D Carlo mio figlio, e che r abbia jalto ascrivere fra li pretendenti; ma già che esso sta volentieri e con soddisfazione di tutti nel collegio, io m appiglierò al parere di V. S. col valermi a suo tempo del suddetto luogo dell Accademia per D Vincenzo mio figlio, e starò aspettando intendere da lei quando potrà essere questo; sicura che di tutto si conserverà in questa casa e da me particolarmente la memoria, che è giusto, per riservire V. S. in qualsivoglia occasione, e per fine le bacio le mani. Di tutte 1 altre bolognesi accademie in questo secolo erette, io accennerò solo quella degl’Inquieti, fondata nel 1691, la qual raccoglievasi in casa del famoso poeta e astronomo Eustachio Manfredi, il cui solo nome può bastare a renderla immortale (a). (a) Delle accademie bolognesi di questo e de’ secoli precedenti più copiose notizie si posson vedere nel tomo I degli Scrittori bolognesi. E così pure intorno alle ferraresi son degne d’esser lette le IN ufi zie isteriche die ne ha pubblicate il sig. ab. 13arullu!di iuniore nel 1787