Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/127

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TERZO (J51 morte rapilo nel iG3a. L’altro dottor del Col|t L;io Ambrosiano, illustrator delle lingue orientali, fu Francesco Rivola, il quale rivoltosi singolarmente alla lingua armena, ne scrisse il dizionario che fu stampato in Milano nel 1613, e poscia ancor la Gramatica ivi pubblicata nel 1624, e nella nuova edizione del Dizionario fatta in Parigi nel (1633 ad esso unita. 111. Emulatore delle v irtù e della munificenza. del Cardinal Federigo Borromeo fu il B. Car- dinli’ Li". diual Gregorio Barbarigo vescovo di Padova , r,K‘’‘ il quale, come parlando delle biblioteche abbiamo già osservato, nel suo seminario fondò una stamperia di lingue orientali, e ne promosse tra quegli alunni lo studio. Quanto ne fosse egli sollecito, cel mostrano alcune delle lettere da lui scritte al celebre Magliabecchi: Io non so come, gli scrive egli nel 1G81 (CI. Venct. F.pist. acl Magliai), t. 2, p. 8), mi sono posto in pensi ere di mettere le lingue Orientali nel Clero. e vado avanzando, onde (quando odo tali libri, convengo soddisfare alla curiosità, e però pregola farmi parte della materia, e he trattano i libri venuti dal parente del Turco a S. dite zza: intendo, che vi siano in Costantinopoli libri Arabi di cose anco morali molto ben aggiustati. Intendo esser stati in cotesta Stamperia impressi Avicena ed Averroe. Mi sarebbe grazia sapere, se sono soli Arabi, o pure anco tradotti, e quanti tomi. E in un’altra del1 anno stesso (ib. p. 9)): Per le cose Arabiche veramente io presi l’esemplare dal Sig. Cardinal Borromeo, e mi dispiace che i suoi successori non l’abbian seguito, e sarà per me