Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/129

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TERZO G53 Pura nostro Signore della lettura delle lingue Orientali in codesta Università. Saranno intorno a seti’ anni; clic S. A. cavò questo degnissimo soggetto di Roma per riordinare l’orribil caos, in cui eran ridotti i caratteri non so se di dieci lingue Orientali fatti gettare con centotrentamila scudi di spesa dal Gran Duca Ferdinando I allora Cardinale e Protettore del Collegio De propaganda Fide. Finito questo laborioso riassortimento, S. A. non l’ha mai licenziato, mirando verissimilmente, e come anche r:c tengo qualche riscontro, infin d allora a valersene in questo nuovo impiego. Si trova egli in necessità di procacciarsi un quartiere costì, ec. Alcuni altri Italiani che furon dotti nelle lingue orientali, abbiamo ad altre occasioni accennati nel decorso di questo tomo; e alcuni altri potremmo qui rammentare, e fra gli altri quel Filippo d1 Aquino, da ebreo divenuto cristiano, e professore per molti anni di lingua ebraica in Parigi, di cui si hanno alle stampe non poche opere (V. Mazzucch. Scritt. itaL t. 1, par. 2, p. 912). Ma benchè egli fosse originario d1 Aquino nel regno di Napoli, nacque nondimeno in Carpentras, e visse sempre in Francia; e noi non possiamo perciò, senza esporci alla taccia di usurpatori delle altrui glorie, annoverarlo tra’ nostri. Io farò più volentieri menzione di Leon da Modena rabbino veneto , ebreo assai dotto nella lingua e nelle antichità della sua nazione , e autore di alcune opere su i Riti ebraici, che anche oltramonti furono accolte con applauso, e più