Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/130

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654 LIBRO volte stampate (V. Le Long li ibi. sacra, t. 2, p. 593 , 806) (a). . v; , V. Al fervore degl’Italiani nel coltivar le linI.o il udio •. 0 .mi,. iinguj gue orientali par che avrebbe dovuto esser Ti- ugnale l’impegno riguardo alla greca. E nondiuìuT meno la cosa andò tutto altrimenti. LT uuivert.r.ti alcuni sale entusiasmo con cui abbiamo vedut i gl’Italiani del secolo precedente volgersi allo studio di questa lingua, talché allora sembrava anzi disonor l’ignorarla che onore il saperla, si andò scemando e illanguidendo per modo, clic veggiam gli eruditi di questa età altamente lagnarsi di’essa fosse quasi dimenticata. E forse ne fu cagione lo stesso ardore dell1 età precedente nel fomentar questo studio. Appena vi fu oratore o poeta greco clic da’ nostri non fosse allora tradotto o in latino o italiano. Quindi potendosi leggere Omero c Demostene anche da chi ignorava il greco, si credette da molli (n) A’ coltivatori ilell i lingua ebraica deesi aggiugnere il p. Eliseo Pesenti cappuccino. morto in Bergamo sua patria nel 1 (>5 4 * cllL’ Per treni7 anni tenne in quel suo convento pubblica scuola di quella lingua. Oltre alcune opere da lui pubblicate, delle quali si fa menzione nella Biblioteca de’ Cappuccini del P. Bernardo da Bologna, conservansi nella libreria del suo convento un ampio Dizionario ebraico manoscritto , in quattro tomi in folio, e una Gramatica ebraica in un altro tomo 11 sip. abate M dico Maria Rocchi, a cui debbo questa notizia , ini avvei le ancora che pochi anni sono alcuni dei Cappuccini francesi, che in Parigi coltivano con molto applauso la detta lingua, venuti in Italia, e veduto quel Lessico, volean seco recarlo in Francia per pubblicarlo , ma che gli antichi possessori non voi* lero restai uc privi.