Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/222

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746 treno ragionarne, e solo dirò di uno nulla miglior degli altri, e che nondimeno tra gli stranieri, che talvolta insultano al reo gusto degl1 Italiani, fu accolto con plauso, e anche nel nostro secolo è stato più volte tradotto. Esso è il Caloandro fedele di Giannambrogio Marini nobile genovese. Egli stampollo dapprima col titolo di Caloandro , sotto il nome di Giovanni Mara Indres boemo, fingendolo tradotto dal tedesco, colla data di Bracciano nel 1640, e vi aggiunse poi la parte II, stampata in Venezia nel 1641. Ristampollo poscia più volte or col titolo di Endimiro creduto Uranio, or con quello di Caloandro sconosciuto, e finalmente con quello di Caloandro fedele. Or questo romanzo fu prima tradotto in francese da Giorgio Scudery, e stampato nel 1668. Ma ciò non basta. Il celebre conte di Caylus non isdegnossi di nuovamente tradurlo, e questa traduzione fu stampata in Parigi nel 1760, e poi di nuovo in Lion nel 1788 coll’aggiunta dell’altro romanzo del Marini intitolato Le, Gare de’ Disperati. E nella prefazione a questi romanzi, premessa da M. Delandine, essi si esaltano con somme lodi, e si dice che Tommaso Cornelio ha preso dal Caloandro l’argomento del suo Timocrate, e che il Calprenede nella sua Cleopatra da esso ha tratto l’episodio di Alcamene. Così l’Italia si può vantare che gli autori da lei or riprovati , veggonsi nondimeno con piacere e con onore accolti da altre nazioni. Anche un certo Vulpius tedesco ha tradotto il Caloandro, cambiandolo però in gran parte, e 1’ ha pubblicato nel 1787 ».