Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/224

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748 LIBRO era di chiuderli con qualche punta, cioè con qualche freddo equivoco e scherzo ridicolo di parole, senza curarsi se giusto fosse il sentimento , e fondato sul vero. Cotai poeti si giaccian pur fra le tenebre, a cui il risorgimento del buon gusto gli ha condannati. Noi più volentieri andremo in traccia d’alcuni pochi che fra P uuiversal corruzione si mantennero puri, e lasciando gracchiare al vento i seguaci del comun gusto, si tenner su quella via che da’ migliori poeti e della stessa ragione veniva loro additata. ». n. il primo di cui dobbiamo qui ragionare, Si nouiiiiu-. 4... r.. • nu ulnini «1«’ non e maraviglia se fosse colto poeta; perciocchè egli era nato fino dal 1546; e appartiene Oucrcnghi. a questo secolo, sol perchè seppe viverci lungamente , cioè fino al 1633. Ei fu Antonio Querenghi padovano, scolaro del celebre Sperone Speroni, e che visse gran tempo in Roma nel1 impiego di segretario del collegio de’ cardinali, e di referendario delle due segnature, caro a’ pontefici sotto i quali visse, e a’ cardinali e a’ dotti che con lui conversavano, e onorato ancora di un canonicato in Padova, ove però egli fece breve soggiorno (a). La fama eh egli (a) Antonio Querenghi qui nominato fu al principio del xvii secolo per qualche tempo in Modena alla corte del Cardinal Alessandro <1’Este fratei o «lei duca Cesare. Ridolfo Arlotti in una delle sue Lettere mss. che in questa ducal biblioteca conservansi, scrive senza data al sig. Baldassarre Paolucci: Mons. Querengo sin qui aspettato di giorno in giorno hormai d’hora in hora si aspetta. Ha quattrocento scudi di pensione (dal Cardinal Alessandro) Jbtelati sopra la Prcposilura di