Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/227

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TERZO ^5l ben istruito, paragonato perciò dal Cardinal Bellarmino e da Lelio Guidiccioni al famoso Giovanni Pico della Mirandola, e onorato di una medaglia, in cui il volto di amendue vedesi insieme scolpito (Mus. Mazzucchell. t. 2, p. 7). Egli fu uno de’ più illustri Accademici Lincei, e amicissimo del principe Federigo Cesi fondatore di quella celebre adunanza. A persuasione del suddetto Cardinal Bellarmino avea preso a scrivere un ampio trattato, per dimostrare f immortalità dell’anima umana. Ma la morte gli impedì il compire e questa e altre opere, alle quali egli erasi accinto. Solo alcune Poesie sì italiane che latine ne furono pubblicate; e nelle latine singolarmente vedesi eleganza e grazia non ordinaria, tanto maggiormente lodevole, quanto meno egli ebbe di tempo a perfezionare il suo stile. Il Mandosio riferisce l’onorevole ma ampollosa iscrizione che gli fu posta nel Campidoglio, ove ne fu scolpita in marmo l’effigie. La Vita del Cesarini fu scritta e data in luce da Agostino Favoriti, prelato assai erudito, morto in Roma in età di cinquantotto anni nel 1682 (Fontan. Bibl. colle Note del Zeno, t. 1, p. 463), lodato da monsignor Buonamici come poeta latino assai celebre (De cl. Pontif. Epist. Script, p. 284, ed. 1770), ma di cui io non ho veduta poesia alcuna (a). (<j) Le Poesie latine del Favoriti, che sono fra le migliori di questo secolo, sono inserite in una raccolta che ha per titolo Poema la septeni Ulti sfrittili Firorum , stampata in Anversa nel 1662, ove se ne leggono ancora altre del Cesarini or nominato , di Stefano Gradi, T111AB0SCHI, Voi. XV.