Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/254

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77“ Linno agitano con calore, e non si scuopre ancora abbastanza per chi sia il diritto. Ma se il P. Mazzarini fu degno di biasimo pel soverchio calore con cui difese la sua opinione, egli ebbe almeno la sorte di vedersi, dopo un formale processo, dichiarato innocente riguardo a’ sospetti che intorno alla sua Fede si eran formati. Intorno al qual punto ci basti l’aver dato un cenno. per non ritoccare questioni pericolose al pari che inutili, sulle quali più ancora che non conveniva si è scritto alcuni anni addietro. XI. Come verso al finir del secolo la poesia deir eio-italiana cominciò a risorgere all’antica sua macJ£*n*fatu stà e bellezza, così lo stesso avvenne dell’eloii-*1 pì’Sc’ quenza; e la gloria di aver avuto il coraggio prima di ogni altro di lasciare il sentiero per tanti anni battuto, e di tornare su quello a cui la ragione e il buon senso richiamava i sacri oratori, si dà per comune consentimento al P. Paolo Segneri Gesuita, soprannomato il Vecchio, a distinzione del giovane dello stesso nome, che sul principio del nostro secolo fu famoso in Italia per l’esercizio delle sacre missioni. La Vita del P. Segneri va innanzi alla bella edizione delle Opere di esso fatta in Parma nel 1720, ed è stampata ancora separatamente (a), c io perciò non farò molte parole nel ragionarne 5 e molto più che la maggior parte de’ suoi anni impiegò egli nelle fatiche dell* apostolico ministero sì nelle prediche, come nelle missioni, (n) Del P. Segneri ha scritta la Vita anche monsignor Fabroni (Vii. Ilalor. doctr. excelL t. t5, p.8).