Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/76

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6oO LIBRO regolare Somasco, die le prime due decadi ne stampò nel iG"5 e nel 1683, e ne fu poi pubblicata la terza deca con alcune giunte in due tomi dal Padre D. Giuseppe Maria Stampa dell1 Ordine stesso nel 1734 e nel seguente; ed è opera che, benchè forse più del dovere diffuso , pe’ documenti però, che vi si contengono, è assai utile alla storia. Anche la città di Lodi, oltre la Storia scrittane da Giambattista Villanova, ha i Discorsi istorici di Difendente Lodi, in cui si trovano su varii punti della storia de’ bassi secoli assai erudite ricerche. Io non parlo delle Storie di alcune particolari castella, o borghi, come di Treviglio, di Meda, di Campione, di Castellone, perchè esse non possono sollecitar molto la curiosità degli eruditi. Alle Storie dello Stato di Milano voglionsi aggiugnere quelle di Mantova, che tre storici di qualche nome ebbe in questo secol medesimo. Il primo è il P. Ippolito Donesmondi Minor osservante, che ce ne diede la Storia ecclesiastica; il secondo è Antonio Possevino il giovane, nipote del celebre Gesuita, che in latino scrisse la Storia de’ Gonzaghi signori di quella città, e innoltre quella della Guerra del Monferrato dal 1612 al 1618; il terzo è Scipione Agnelli Maffei vescovo di Casale, che una voluminosa Storia di quella città pubblicò nel 167.5. Ma niuna di queste Storie è tale che corrisponda al merito di quella città, e soddisfaccia alle brame de’ dotti. XXII. Più scarse furono di storici le altre provincie d’Italia. Modena ebbe dal suo Lodovico Vedriani due tomi di Storia, e parecchi