Pagina:Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo, Verona, 1815.djvu/128

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116 libro iii.

non accendono il cuore. insegnan le lettere; ma tu apri l’intendimento. Profferiscono i misteri; ma tu dischiudi l’intelligenza delle cose adombrate. bandiscono i comandi; ma tu dai l’ajuto d’adempierli. mostran pure la via; ma tu a camminarvi conforti. Quelli adoperano solamente di fuori; ma tu i cuori ammaestri, e gli illumini. quelli innaffiamo esteriormente, ma tu doni fecondità. quelli gridano con parole; ma tu porgi intelligenza all’udito.

3. Non mi parli adunque Mosè; ma tu, o Signore Iddio mio, Verità eterna: sicchè per avventura io non muoja, nè resti ignudo di frutti, qualora io fossi di fuor solamente ammonito, nè infiammato di dentro; e non mi tornino in cagion di condanna le cose sentite, e non operate, conosciute, nè amate, credute, e non osservate. Parla dunque a me tu, o Signore, che ’l tuo servo t’ascolta; perocchè tu hai parole di vita eterna. Parlami a consolazione (qual ella si sia) del mio spirito, e ad emendazione di tutta la vita mia; come anche a tua laude, a gloria, e ad onore perpetuo.