Pagina:Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo, Verona, 1815.djvu/127

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CAPO II.


Che la verità parla dentro senza strepito di parole.


1. Parla, o Signore; che ’l tuo servo t’ascolta. Io sono tuo servo. dammi intendimento da saper la tua legge. Volgi il mio cuore a’ detti della tua bocca; scorrano come rugiada le tue parole. Dicevano i figliuoli d’Israello una volta a Mosè: Parla tu a noi; e noi ti udiremo: non ci parli il Signore; che forse non ne morissimo. Così no, o Signore, così no non prego io; anzi col profeta Samuele piuttosto umilmente, e affettuosamente a te supplico: Parla, o Signore; che ’l tuo servo t’ascolta. A me già non Mosè, nè alcun de’ Profeti, ma tu meglio mi parla, inspiratore, e illuminatore di tutti i Profeti: perchè tu solo senza di loro mi puoi ammaestrare perfettamente; ed essi niente mi gioverebbono senza di te.

2. Possono ben essi sonare in parole, ma non però danno lo spirito. Parlan leggiadro; ma, tacendo tu,