Pagina:Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo, Verona, 1815.djvu/269

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capo liv. 257


16. La Natura ritorce tutto a se stessa; per sè litiga, e fassi ragione: ma la Grazia ogni cosa ritorna a Dio, dal qual tutte originalmente derivano. niente a sè ascrive di bene, nè superbamente presume; non è conteziosa, nè il suo sentimento mantiene contro l’altrui; anzi in ogni sua opinione, e sentenza, si sottomette alla sapienza eterna, ed al divino giudizio. La Natura è avida di saper cose secrete, e sentir novità; vuol dare altrui bella vista, e di molte cose per mezzo de’ sensi prendere esperimento; desidera d’essere conosciuta, e fare di quelle cose, donde lode, e ammirazione gliene torni: ma la Grazia non cura di saper cose nuove o curiose: essendochè ogni novità nasce dal corrompersi, e dallo invecchiar delle cose, conciossiachè nessuna ne sia al mondo nuova, e durevole. Ella adunque insegna raccogliere i sensi, schivare la vana compiacenza ed ostentazione, le operazioni laudevoli e degne d’ammirazione nascondere con umiltà, e d’ogni atto, e d’ogni scienza procacciar frutto d’utilità, e a Dio laude ed onore. Non vuole nè essa, nè le sue cose essere commen-