Pagina:Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo, Verona, 1815.djvu/52

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40 libro i.

ca più volte; che farà colui, che il fa di rado, o men fermamente? Ora avviene in varie maniere il venir meno al nostro proposito, e una lieve ommissione de’ nostri esercizi appena è che vada senza qualche discapito. Il proponimento de’ giusti anzi che dal proprio sapere, dipende dalla grazia di Dio, nel quale sempre si fidano, checchè si mettano a fare. Imperciocchè l’uomo propone, ma Dio dispone, nè sta in mano dell’uomo la propria via.

3. Se per cagion di pietà, o a fine di giovare altrui, si interrompe alcuna volta il consueto esercizio, agevolmente si potrà ristorare di poi. ma se per noja d’animo, o per negligenza leggermente si lascia, non è picciola colpa, e ce ne sentirem dello scapito. Sforziamoci a tutto potere; e noi tuttavia in molte cose mancherem di leggieri. Si vuol nonpertanto propor sempre qualche cosa determinata, e massime contra di ciò che ne dà impedimento maggiore. Le cose nostre interiori, ed esteriori si debbono egualmente disaminare ed acconciare, perchè le une, e le altre conferiscono all’avanzamento.