Pagina:Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo, Verona, 1815.djvu/58

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46 libro i.

mente guardata partorisce fastidio. Se fin dal principio della tua conversione l’avrai bene abitata e guardata, ella ti diverrà poi diletta amica, e gratissima ricreazione.

6. Nel silenzio, e nella quiete ne migliora l’anima divota, ed apprende i segreti delle divine scritture. Ritrova quivi ruscelli di lagrime, con le quali tutte le notti si lavi, e si mondi; per divenir al suo creatore tanto più familiare, quanto da ogni tumulto del secolo più vive lontana. Chi dunque si dilunga dagli amici, e da’ conoscenti, a costui si farà Iddio vicino con gli angeli suoi. Meglio è vivere sconosciuto, e tener cura di sè, di quello che, trascurato se stesso, far de’ miracoli. ÉFonte/commento: 1815b lode per l’uomo religioso, uscir fuori di rado, schifare d’esser veduto, anzi non voler pure veder persona.

7. Or che vuoi tu vedere di quelle cose, che non t’è dato d’aveteFonte/commento: 1815b? Passa il mondo, e la sua concupiscenza con lui. Gli appetiti della sensualità allettano allo spassarsi: ma come sia in questo un’ora passata, che ne riporti tu, altro che angustia di coscienza, e svagamento di cuore? Una