Pagina:Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo, Verona, 1815.djvu/57

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capo xx. 45


4. Molte volte coloro, che dagli uomini eran creduti migliori, caddero con maggiore stroscio per troppa loro fidanza. Per lo che a molti torna meglio, ch’e’ non vadano affatto liberi da tentazioni, anzi che ne sieno spesso infestati; acciocchè non si tengano troppo sicuri, e non si levino per avventura in superbia, nè anche troppo sfrenatamente si abbandonino alle consolazioni esteriori. Oh! chi non cercasse mai passeggera allegrezza! oh! chi mai non s’impacciasse col mondo! in quanto buona coscienza non si manterrebbe egli! Oh! chi ogni vana sollecitudine recidesse da sè, e solo delle cose utili e divine si desse cura, e tutta in Dio riponesse la sua speranza: quanto gran pace, e quiete possederebbe!

5. Nessuno è degno della celeste consolazione, s’egli non siasi esercitato con ogni studio nella santa compunzione. Se vuoi nel cuore compungerti, entra nella tua stanza, e ne schiudi i tumulti del mondo, siccome è scritto: Compungetevi ne’ vostri letti. Nella cella tu troverai ciò, che fuori ne perderesti. La cella di continuo abitata diventa dolce, e mala-

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