Pagina:Torino e suoi dintorni.djvu/195

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168 istituzioni scientifiche

falla dal conte Carlo Vidua nei suoi viaggi transatlantici, e donata dal padre di questo instancabile viaggiatore. Questa biblioteca contiene 155 volumi di cose messicane, 778 di anglo-americane, 70 delle isole Filippine, 100 cinesi, 48 indiane, 32 arabe, siriache, ecc. Il marchese Tancredi Falletti di Barolo legò all’Accademia tutti i suoi libri greci e latini, ed il conte Caissotti di Chiusano parte della sua ricca biblioteca.

— Tra le librerie private distinguonsi quelle del marchese Alfieri di Sostegno per copiosa raccolta di Aldi e di Elzeviri, e del conte Cesare Saluzzo per la parte storico-militare.

musei.


Museo egizio e d’antichità (Palazzo dell’Accademia delle scienze).— La regale metropoli subalpina va lieta di un Museo egizio che può considerarsi sicuramente come il primo del mondo per copia di preziosi monumenti, e specialmente per la collezione di papiri e delle grandi statue.

Il Museo torinese è forse superiore a quello stesso di Londra, e non la cede a quello di Berlino, se non nella raccolta degli oggetti divelti dalle tombe che circondano le piramidi. I colti viaggiatori, che grazie alle agevolate comunicazioni qui si soffermano in grean numero, vengono tutti a pagare il loro tributo di ammirazione alla nostra collezione egizia, e molti studiosi ne fanno scopo di dotte e peregrine ricerche.

L’origine di questo Museo devesi alla munificenza del re Carlo Felice, il quale nel 1823, dietro consiglio delle persone che dirigevano allora l’università torinese, fece aquisto di molti monumenti egizii dal cav. Drovetti piemontese, in allora console di Francia presso il vicerè d’Egitto.

Il Museo d’antichità, che trovasi unito al Museo egizio, esiste da oltre mezzo secolo. Il dott. Vitaluno Donati di Padova ed il conte Carbiari di Cefalonia, entrambi professori di medicina, erano destinati dal re Carlo Emanuele III ad intraprendere un viaggio in Oriente, per ricercarvi oggetti di storia naturale e di antichità, per formare un museo a Torino. Il Donati visitò l’Egitto, il Cairo, le Piramidi, Suez, il monte Sinai, la Palestina, Gerusalemme, Bagdad ecc.; e pieno di zelo qual era per le scienze, ei fece una preziosa raccolta di amichità egizie, greche, turche e romane, con cui si cominciò a stabilire questo Museo, il quale poscia s’accrebbe d’assai. Parecchi de’ più preziosi oggetti erano stati trasportati a Parigi durante il governo francese e collocati nella galleria del Louvre; ma dopo la pace furono restituiti.