Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/128

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la matta 121


curare una povera bestia qualunque. Per due settimane non si mosse più da come la mettevano. Dovevano tenerla supina, e le rimboccavano le coperte fino agli orecchi.

La sua faccia era doventata orribile, e non si capiva dove fossero sparite le sue pupille. Dal suo letto veniva un odore nauseabondo, che molestava gli altri malati.

Ella non si lamentava mai: soltanto respirava eguale se dormisse o fosse desta. Che era morta se ne accorsero il giorno dopo; perchè ormai non si sentiva nè meno più respirare.

Gli altri malati, quando la portarono via, dissero alla suora:

— Oh, ora, s’è avuto un sollievo!

A venti anni, Anna Franchi era stata sposa.