Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/127

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88 ESCHILO

né alcun messo ancor giunge, non giunge
cavaliere alla nostra città.

       Molti d'essi, da Ecbàtana e Susa,
dal vetusto recinto di Císsino,
movevano a guerra
su corsieri, su navi, o pedoni
ad empir le caterve di guerra:
quali Amistra, Artaferne, Megàbate,
ed Astàspe, signori di Persi.
Ed i re del gran Re tributarî,
si lanciâr con fittissime schiere,
vibrando archi, inforcando corsieri,
paurosi a vedere, terribili
com’è fama, pel cuor temerario
nella zuffa. Ed Artèmbare, vago
di cavalli, e Masistre, e Imeo prode
vibratore dell'arco, e Faràndace
e Sostane signor dei corsieri.
Il gran Nilo dai flutti fecondi
altri poi ne mandava: Susícane,
Pegastàgone egizio, ed Arsàme,
l'alto sire di Menfi la sacra,
e Ariomardo che a Tebe vetusta
tien io scettro; e le genti palustri
ben destre al remeggio,
moltitudini immense e terribili.

E li segue la turba dei Lidî
delicati, e quanti ebber a culla