Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/155

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
116 ESCHILO


Strofe II
E quei che primi lí caddero, ahimè!,
fu giocoforza abbandonarli, ahi, ahi!,
qua e là per le cicrèe marine7. Oh guai!
Lagrima, il cuore morditi
per tanta ira celeste. Ascenda l’ètere
la querela profonda:
lungi con grida flebili
la voce tua miserrima s’effonda.

Antistrofe II
Nel mar travolti orridamente, ahimè!,
dai muti figli dei marosi, ahi, ahi!,
a brani sono lacerati: oh guai!
Tutte le case piangono
i capi loro: orbi dei figli, gemono
per tanta ira celeste,
i vecchi padri ch’odono
tutte queste narrar doglie funeste.

Strofe III
Né piú sarà che i popoli
d’Asia il nostro dominio omai sopportino,
che al cenno dei padroni,
i tributi piú rechino;
né innanzi ad essi proni
chineranno la testa:
del potere dei Re, nulla piú resta.