Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/352

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PROMETEO LEGATO 313


Pag. 92, v. 21. - Cissia era chiamata veramente la regione in cui ti trovava Susa (Erodoto V., 49). Qui Eschilo identifica la regione, con la città.

Pag. 99, v. 2. - Si allude, qui, come, poco dopo, piú esplicitamente, (pag. 100, v. 1), alla battaglia di Maratona.

Pag. 99, v. 4. - Le miniere argentifere del Torico, e, piú famose, del Laurio.

Pag. 103, v. 13. - Silenie erano dette le spiagge di Salamina. Vedi oltre, pag. 109, v. 15 sg.

Pag. 111, v. 16. - Questo luogo si può interpretare variamente. Forse è da intendere che molti morissero per bere senza riguardo essendo in gran traspirazione.

Pag. 115, v. 11. sg. - È strana quella lode, conferita anche altrove (pag. 121, v. 16) a Dario, che pure aveva condotta la Persia a Maratona.

Pag. 116, v. 3. - Cicrèe erano anche dette le spiagge di Salamina, da Cicrèo, figlio di Posidone e di Salamina, ninfa eponima dell’isola.

Pag. 121, v. 13. - Aidoneús è, in sostanza, sinonimo poetico di Ades, Plutone.

Pag. 131, v. 6. - L’immagine, per noi un po’strana, fu cara ai Greci. Pindaro già aveva detto che il figlio di Sostrato aveva il divino piede in un calzare di buone venture.

Pag. 138, v. 10. - Il testo ha ἐκπεύθου, che significa interroga. Mi è chiaro che il senso esige qui un: rispondi. E a senso traduco.

NOTE AI “SETTE A TEBE„

Pag. 161, v. 12 sg. - Nelle guerre, i combattenti solevano mandare ai famigliari, per memoria, o tenie, o fibbie, o riccioli. Qui consegnano tutto ad Adrasto perché il profeta Anfiarao aveva predetto che solo Adrasto sarebbe ritornato salvo dall’impreta.

Pag. 163, v. 12. - Anche Sofocle ed Euripide designano l’esercito argivo con l’epiteto λεύκασπις, dallo scudo bianco. Sarà una derivazione epica: ma ad ogni modo ci deve estere un fondamento reale.

Pag. 164, v. 12. - Marte era, da tempo antichissimo, protettore della città di Tebe.