Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/176

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I PERSIANI 137


Ora piange la terra la sua
gioventú spinta a morte da Serse,
che di Persi riempie l’Averno.
All’Averno discesero, il fiore
della patria, i valenti nell’arco:
una fítta miriade di genti
fu distrutta. Ahi valore, ahi possanza!
E la terra asïana, con grave,
con grave rovina.
o mio Re, sul ginocchio procombe!

serse
Strofe I
Questo io sono: e di pianto son degno,
tristo me!, che alla nostra progenie
di sciagura fui causa, e al mio regno.

coro
Un infausto clamore, al tuo cònsono,
una voce cantrice di guai,
un lamento alzerò, come prèfica
mariàndina, misto di lai.

serse
Antistrofe I
Sí, levate lamento funesto
con clamore di lutto: ché il Dèmone
contro noi volge l’impeto infesto.