Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/301

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262 ESCHILO

giace nei pressi del marino stretto,
e le radici d’Etna su lui gravano.
E sta sopra le cime ultime Efesto,
e batte il ferro incandescente; e quindi
fiumi di fuoco eromperanno un giorno,
con selvagge mascelle, e struggeranno
le piane valli e gli opulenti frutti
de la Sicilia, coi roventi strali
d’un implacabil turbine di fiamma.
Tanto furor, se bene dalla folgore
converso in bragia, ebollirà Tifone.
Ma tu ciò non ignori, e non hai d’uopo
ch’io t’ammaestri. Or, come tu sai, sàlvati:
io la sciagura mia sopporterò,
sin che di Giove non declini l’ira.
oceano
O Prometèo, non sai che le parole
son medicina all’animo che soffre.
prometeo
Quando in buon punto un cuor molci, non quando
reprimi a forza un animo che scoppia!
oceano
Nel prevedere, nel tentar, tu scopri
che ci sia qualche danno? E quale? Mostralo!