Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/57

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18 ESCHILO

né crolla riversa: ché i tramiti
dei suoi pensamenti si stendono
oscuri ed arcani;
né scioglierli posson gli umani.

Strofe V
Essi scrollano i miseri
mortali giú dai vertici
di turrite speranze,
né d’arme alcuna violenza affrancano.
Agevol tutto è ai Dèmoni:
da le superne stanze
del ciel, dai puri seggi, ogni disegno
recano a certo segno.

Antistrofe V
Questa umana protervia
mirino: come infuria
per le mie nozze, questa
stirpe, die in folli desiderî germina,
E infitto reca il pungolo
della foia funesta,
che, senza alcun riparo aver, la fiede,
e morte è sua mercede.

Strofe VI
Queste miserie, queste sciagure,
con voci acute, con voci oscure
geme: dal pianto — spezzato è il canto.