Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/56

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LE SUPPLICI 17

ignara se alcun dei parenti
vorrà dare asilo alla misera
che il bruno paese4 fuggí.

Antistrofe III
Numi dei padri, ascoltatemi
voi cui diletta è giustizia:
non rida la sorte propizia
all’uomo che ingiusto operò.
Punite l’iniquo connubio,
punite la rea tracotanza:
l’altare e la santa osservanza
dei Numi, tutelano il supplice
che stanco alla pugna scampò.

Strofe IV
Deh!, fosse pur vero
ch’io sono di Giove progenie!
Di Giove il pensiero
nessuno è che valga a sorprenderlo;
e pure in fortuna di tenebre
il raggio ne brilla
fra il buio, all’umana pupilla!

Antistrofe IV
Sui piedi secura
ogni opera sta, che nel cèrebro
di Giove matura,